Come il tè ha cambiato la vita degli inglesi

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Grazie a Robert Fortune la corona inglese riuscì a demolire il monopolio del tè cinese creando un tè indiano di ottima qualità. Il mondo non fu più lo stesso ma vediamo come questo nuovo business rivoluzionò la vita degli inglesi.

COME IL TÈ HA CAMBIATO I TRASPORTI INGLESI

Negli anni 50 del 1800, il mercato del tè portò le navi ad essere le più veloci presenti su mare: data la necessità di portare in fretta il tè sul mercato inglese, arrivare in Cina da Londra richiedeva circa un mese in meno di tempo rispetto a 10 anni prima.

LA COMPAGNIA DELLE INDIE ORIENTALI E LE “EAST INDIAMEN”

Per i primi 200 anni di commercio del tè, le uniche navi dirette verso la Cina a partire da Londra erano quelle appartenenti alla Compagnia delle Indie Orientali. Queste navi, note come “East Indiamen”, erano lenti magazzini galleggianti che partivano dal Tamigi per arrivare a Canton e ritornare. Il tragitto di ritorno richiedeva circa 9 mesi o addirittura anni e questo portava alla perdita di qualità e freschezza del tè.
C’era dunque bisogno di innovazione nei trasporti e di quel sano spirito di competizione che avrebbe spinto a migliorare in fretta.

Il XIX° secolo portò a grandi passi in avanti nella tecnologia della costruzione navale. Dopo aver sconfitto Napoleone nel 1815, gli inglesi iniziarono a produrre navi diverse: da pesanti armamenti galleggianti a lunghe, raffinate navi veloci. Quando il monopolio della Compagnia delle Indie Orientali sulla Cina terminò nel 1834, nuove compagnie commerciali si affacciarono sul mercato cinese. Questa nuova competizione portò alla costruzione di navi sempre più veloci ed efficienti.

LE TEA CLIPPERS

Nel 1849, venne consentito alle navi americane di navigare verso la Cina e di poter scaricare nei porti inglesi. Queste riuscivano a fare New York- Canton in meno di 100 giorni, aumentando così la competizione navale.
In circa 20 anni, questi fattori accelerarono la spedizione di tè e rivoluzionarono l’ingegneria navale. Le navi del tè, chiamate “tea clippers”, erano riconoscibili grazie alla loro lunghezza, lo scafo basso e i tre alti alberi: erano navi di una bellezza unica.
Con l’avvento delle tea clippers, il commercio di tè divenne anche uno sport, portando a gare di tè che si ripetevano sulle acque del Tamigi ogni anno al momento dell’arrivo del tè della nuova stagione.

Le tea clippers erano le navi più veloci del mondo. Il commercio con l’estremo oriente divenne talmente importante che i francesi intrapresero il progetto del Canale di Suez. Nel 1869, quando il Canale fu completato, le tea clippers divennero cosa passata in quanto le navi iniziarono ora a fare affidamento sul carbone e non più sulla forza dei venti.

COME IL TÈ HA CAMBIATO LA MANIFATTURA INGLESE

Le porcellane cinesi consentivano il trasporto di tè nelle navi inglesi ma il loro valore era sottovalutato, i commercianti preferivano puntare su merce di altro tipo come la seta. L’aumento del consumo di tè incoraggiò l’inizio della produzione di porcellane in Inghilterra.
Prima del XVIII° secolo, nessuna fabbrica in Europa era in grado di produrre una tazza di tè in ceramica che riuscisse a contenere acqua bollente.

CERAMICA INGLESE VS CERAMICA CINESE

L’argilla in Europa non poteva essere equiparata a quella cinese in quanto mancava di caolino. Inoltre, le argille cinesi venivano lavorate in forni ad alte temperature, erano economiche e solide, con uno smalto trasparente. Quelle europee venendo lavorate a temperature più basse presentavano uno smalto poroso ed erano più fragili.

La necessità di ceramiche più resistenti stimolò l’inizio di una gara tra industrie inglesi. Il gres usato dalle fabbriche inglesi era pesante, grezzo e fragile ma rispetto a quello cinese era più economico dato che veniva prodotto in loco. Nel 1750 le fabbriche europee scoprirono il segreto della produzione di porcellane e grazie all’evoluzione della meccanizzazione l’industria inglese si trasformò.

Il commercio del tè, attraverso il commercio di porcellane, contribuì a creare l’idea della Cina e dell’oriente in generale come mete esotiche. Le immagini iconiche delle cineserie – salici piangenti, pagode, donne in abiti svolazzanti – divennero familiari come il risultato di tazze importate stampate o dipinte a mano. L’Inghilterra era devastata da una grande povertà e gli abitanti lavoravano in fabbriche respirando smog e vivendo in palazzoni affollati, le immagini di queste porcellane rappresentavano il sogno di un mondo migliore.

COME IL TÈ HA CAMBIATO LA VITA INGLESE

IL RISVOLTO ECONOMICO DEL TÈ

Come predetto dall’onorevole Compagnia delle Indie Orientali, la crescita del tè indiano portò all’abolizione delle tasse sul tè e l’evoluzione delle navi di trasporto portarono al ribasso dei prezzi. Grazie a questi fattori, i commercianti di tè non avevano più bisogno di aggiungere ai loro prodotti sostanze chimiche e la qualità migliorò.
Con i prezzi più bassi sempre più persone iniziarono a fare uso di tè e i medici iniziarono a notarne una corrispondenza con l’abbassamento del tasso di mortalità.

IL TÈ CONTRO IL COLERA E L’INQUINAMENTO

Con la crescita delle città nel XVIII° e XIX° secolo si riscontrò un aumento di inquinamento e il colera iniziò a farsi largo negli anni 30 del 1800 infettando i marinai provenienti dai viaggi in India. A metà del 1800 si arrivò all’epidemia e bere tè divenne una soluzione per evitare il contagio grazie al processo di bollitura dell’acqua.

TÈ, LATTE E ZUCCHERO AL POSTO DELLA BIRRA

Un altro potere economico della corona era lo zucchero, estratto dalle colonie del “Nuovo Mondo”: Barbados, Jamaica e Isole Vergini. L’Inghilterra aveva addirittura un eccesso di produzione di zucchero e il tè fu un modo per poterlo consumare. L’urbanizzazione portò i poveri a non avere facile accesso ai prodotti agricoli e sebbene il tè avesse poche proprietà nutritive, iniziò ad essere consumato con l’aggiunta di zucchero e latte, diventando così fonte di proteine e calorie precedentemente ricercate nella birra.

Bere birra in fabbrica era molto comune e veniva tollerato per gli operai che facevano semplici lavori manuali ma era un problema nei settori di industrializzazione dove erano richieste precise capacità motorie e dove dunque un operaio ubriaco non poteva essere tollerato. Grazie al si risolse tale problema: bevendo tè zuccherato e mangiando pane, aggiungendo la carne la domenica, gli operai riuscivano ad avere il necessario apporto di calorie e allo stesso tempo avere un miglioramento di concentrazione grazie alle proprietà stimolanti del tè. Inoltre, dato che al tempo non c’erano abbastanza coltivazioni per soddisfare l’alta richiesta di birra, il tè fu la soluzione perfetta.

La scelta del tè al posto della birra ebbe effetti benefici anche sulla salute delle donne incinte e sui loro figli grazie ad un allattamento privo di alcool.

Ph: sushaninateacup

Bibliogr. “For all the tea in China” di Sarah Rose, ed. Penguin Books

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