L’Antica Via del Tè e dei Cavalli 茶马古道 (Cap. 4 – Il tè lungo la Via)

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LE ROTTE DEL TÈ LUNGO LA VIA DEL TÈ E DEI CAVALLI

La Cina è la terra natia del tè, i cinesi godono della prelibatezza di questa bevanda sin da tempi antichi ed esso è oggi parte integrante della loro vita. L’Antica Via del Tè e dei Cavalli ebbe origine a Xishuangbanna nella regione dello Yunnan e a Ya’an nella regione del Sichuan.

L’Antica Via del Tè e dei Cavalli ha due rotte principali (come abbiamo visto nell’articolo dedicato, per leggerlo clicca qui) :

  • Rotta Yunnan-Tibet, dove veniva trasportato soprattutto il tè pu’er prodotto nelle 6 rinomate montagne di produzione del tè intorno a Xishuangbanna nello Yunnan (Yibang, Gedeng, Mangzhi, Manzhuan, Mansa, Youle)
  • Rotta Sichuan-Tibet, dove veniva trasportato soprattutto il tè di confine prodotto nell’area Ya’an del Sichuan

IL TÈ PU’ER LUNGO LA VIA DEL TÈ E DEI CAVALLI

STORIA DEL TÈ PU’ER

Il tè Pu’er (普洱茶, Pǔ’ěrchá. Da leggere Pu’Ar Cha.) nasce dalle seguenti aree: Pu’er (omonina città, anche chiamata Simao), Xishuangbanna, Kunming e Yiliang.

Circa 3000 anni fa, le persone iniziarono a coltivare tè nell’area dell’attuale Yunnan e ad offrirlo come tributo al re Wu della dinastia Zhou (1045-256 a.C). Le prime testimonianze scritte del tè Pu’er apparvero durante la dinastia degli Han orientali (25-220 d.C). Durante la dinastia Tang (618-907 d.C) il tè veniva chiamato 普茶 Pǔchá ovvero “Tè comune” e la sua coltivazione era limitata. È nel periodo tra la dinastia Song (960-1279 d.C) e la dinastia Ming (1368-1644 d.C) che la coltivazione del tè Pu’er si espanse considerevolmente ed ebbe un ruolo importante sul commercio di confine e con l’estero.

Con la dinastia Qing (1644-1911 d.C) il tè Pu’er visse il periodo di massima gloria. Nel 7° anno del regno dell’imperatore Yongzheng (1279 d.C) il governo creò la prefettura della città Pu’er la quale era responsabile dell’area di produzione del tè tra Pu’er e Xishuangbanna. Durante questo periodo tutti gli imperatori e i reali amavano il forte aroma del tè Pu’er tanto che veniva dato come dono di stato agli inviati stranieri. Come disse l’ultimo imperatore della dinastia Qing Pu Yi, il tè Longjing era la bevanda estiva del palazzo reale mentre il tè Pu’er ne era la bevanda invernale.

CARATTERISTICHE E PRODUZIONE DEL TÈ PU’ER

Ciò che rende unico il sapore di questo tè è il processo di post-fermentazione. Durante i primi anni della dinastia Qing i coltivatori raccoglievano, durante ogni primavera, le migliori gemme per la famiglia reale. I passaggi successivi erano la fissazione al sole, l’essiccazione, la cottura al vapore e la pressatura del tè in diverse forme (forma di mattone, ciotola, torta compressa, fungo, quadrato, melone).

Prima di essere mandato al centro di distribuzione veniva spruzzata dell’acqua sulla superficie per evitare rotture delle forme di tè una volta dentro le ceste. Il processo di fermentazione finiva di completarsi durante il viaggio di trasporto. Giunto al centro di distribuzione il tè veniva selezionato e ne veniva scelto il migliore il quale, grazie ai caravan, arrivava poi in Tibet. Il viaggio poteva richiedere mesi e questo consentiva una lunga fermentazione a freddo che conferiva il particolare aroma del tè Pu’er andando inoltre a ridurre il gusto amaro tipico del tè crudo non fermentato.

Negli anni tra il 1960 e il 1970 si diffuse il metodo di fermentazione a cumulo: il tè veniva ammassato, gli veniva spruzzata sopra dell’acqua e veniva coperto con teli di lino. Rimaneva poi a fermentare per 24 ore con l’ausilio di microrganismi in un ambiente umido e caldo. Grazie a questo processo il tè acquisiva un gusto più delicato e il colore passava da verde a giallo, rosso/marrone o rosso scuro. L’infuso presentava un colore rosso dorato e un forte aroma, un tè adatto al consumo giornaliero. Questo metodo accelerava di gran lunga i tempi di fermentazione.

SHENGCHA E SHUCHA

Oggi il tè fatto attraverso il metodo di fermentazione a cumulo viene chiamato 熟茶 shúchá ovvero “Tè cotto” e il tè prodotto tramite fermentazione naturale 生茶 shēngchá ovvero “Tè crudo”. Il processo di fermentazione naturale del tè pu’er richiede almeno 5-8 anni.

IL TÈ DI CONFINE SULLA VIA DEL TÈ E DEI CAVALLI

Il termine “Tè di confine” 边茶 biānchá apparve verso la metà della dinastia Ming e si riferiva a tutto il tè venduto in Tibet dal Sichuan. Il governo Ming considerava il Tibet come area di confine mentre l’area sotto il proprio diretto controllo come territorio centrale.

Durante la Dinastia Ming il contrabbando del tè era del tutto fuori controllo così il governo introdusse il “Sistema di quote” implementato attraverso il Ministero delle Finanze. Il Sistema prevedeva la distribuzione di quote di tè da destinare al commercio con il Tibet e con il territorio centrale. Ogni quota permetteva il commercio di 50 kg di tè e le tasse venivano riscosse in base al numero di quote che ogni commerciante riceveva.

Con la dinastia Qing venne ufficializzato il nome “Tè di confine” per indicare il tè prodotto in Sichuan e venduto in Tibet e venne diviso in due categorie:

1 . Tè di confine del sud – 南路边茶 nánlù biānchá

Questo tè era composto da foglie grandi, poco tenere, includendo anche una piccola quantità di steli. Veniva prodotto a Ya’an, Tianquan e Yingjing nel Sichuan.

Inizialmente questa categoria di tè prevedeva altre sei sotto-categorie:

Punta tenera 毛尖 máojiān; Gemma sottile 芽细 yáxì; Mattone Kang 康砖 kāngzhuān; Punta dorata 金尖 jīnjiān; Giada dorata 金玉 jīnyù; Deposito dorato 金仓 jīncāng. Le sotto-categorie vennero ridotte poi a due: Mattone Kang e Punta dorata.

Questo tè divenne uno dei più consumati dal popolo tibetano grazie alla sua alta qualità e alla persistenza del gusto dopo molteplici infusioni.

2 . Tè di confine dell’ovest – 西路边茶 xīlù biānchá

Questo tè era composto da foglie di tè cresciute in Guanxian e Beichuan in Sichuan e impacchettate in confezioni di bambù. Il tè proveniente da Guanxian veniva confezionato in pacchi rettangolari mentre quello da Beichuan in pacchi rotondi.

I coltivatori adottavano una doppia pratica di cimatura. In primavera venivano colte a mano le gemme più tenere per produrre tè raffinato mentre le foglie meno tenere venivano utilizzate per produrre il tè di confine. I passaggi per la produzione di quest’ultimo erano: appassimento, essiccazione, vaporizzazione, stampo e impacchettamento. Il tè aveva un coloro giallo scuro, un infuso giallo/rosso, un odore leggermente di bruciato e un gusto dolce.

Leggi la storia dell’Antica Via del Tè e dei Cavalli.

Leggi quali sono le rotte principali della via del tè e dei cavalli.

Leggi il capitolo sui caravan e portantini della via del tè e dei cavalli.

ph: sushaninateacup

Bibliogr. “茶马古道” di 刘勇 ed. 中国红

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