L’Antica Via del Tè e dei Cavalli 茶马古道 (Cap. 1 – Cenni di storia)

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Oltre alla famosissima via della seta, esiste un’altra importantissima via commerciale: l’Antica Via del Tè e dei Cavalli 茶马古道 Chámǎ gǔdào.

Attraverso i monti Hengduan nel sud-est della Cina, il tè veniva trasportato in Tibet dallo Yunnan e dal Sichuan in cambio di cavalli tibetani, pellicce, erbe e altri prodotti locali. L’antica via è stata infatti ponte di collegamento tra l’altopiano tibetano e l’entroterra cinese per facilitare gli scambi economici e culturali tra le due regioni.

CENNI DI STORIA

BARATTO DI TÈ E CAVALLI DURANTE LE DINASTIE TANG E SONG

L’antica via del tè e dei cavalli ha origini nell’economia di scambio (baratto) tra i cinesi han e i tibetani durante la dinastia Tang (618-907 d.C).

In quel periodo il governo adottò una politica di incoraggiamento del baratto tra le varie minoranze etniche, tanto che questa attività si espanse e si diversificò lungo tutta la pianura centrale.

L’abitudine di bere il tè fu introdotta in Tibet dalle élite che visitavano questa zona o da chi era stato premiato dall’imperatore a vivere al confine tra il Tibet e l’area degli Han.

Gli antichi tibetani conducevano una vita nomade e si nutrivano per lo più di latte, burro, montone e carne di manzo, una dieta difficile da digerire e il era la bevanda perfetta per poter per ovviare a questo problema.

Bere il tè diventò dunque una necessità quotidiana anche per i tibetani ma dato che questa pianta non veniva coltivata in Tibet gli abitanti iniziarono il baratto di cavalli in cambio del tè.

All’epoca dei Tang, la via Qinghai-Tibet (conosciuta anche come “l’antica via Tang-Tibet”) era il passaggio principale per il commercio di tè e cavalli. Questa via cominciava dalla zona di Guanzhong e proseguiva verso Qinghai attraversando il fiume Jinsha a nord-ovest del Sichuan, passando le aree tibetane di Qamdo e Nagqu e finendo in Luoxie (attuale Lhasa).

Dal periodo delle Cinque Dinastie (907-960 d.C) fino ai primi anni della dinastia Song (960-1279 d.C), le frequenti guerre nella pianura centrale richiesero un gran numero di cavalli. Al fine di rafforzare i legami con le tribù tibetane venne stabilito un sistema ufficiale di commercio per regolare il baratto di tè e cavalli. Esportare tè in Tibet divenne un affare gestito direttamente dal governo centrale e data dunque la sua grande importanza, la Via del tè e dei cavalli si espanse considerevolmente.

Per mantenere i confini di tale commercio sotto controllo, il governo della dinastia Song instituì un’agenzia chiamata “Ufficio per l’amministrazione e l’ispezione del commercio del tè”. Il tè in Tibet era ormai diventato un bene di consumo quotidiano talmente importante che si diceva “嗜茶如命. 如不得茶, 非病却死. Shìchá rúmìng. Rúbùdéchá, fēibìng quèsǐ.” ovvero che il tè era la vita e che senza di esso, anche senza malattie, ci sarebbe stata la morte.

Quindi per i Song gestire il rifornimento del tè in Tibet equivaleva al controllo della vita dei tibetani. Inoltre controllare il baratto del tè e dei cavalli giocava un ruolo cruciale nella salvaguardia della sicurezza e stabilità ai confini del sud ovest.

PROSPERITÀ DURANTE LE DINASTIE YUAN, MING E QING

Durante la dinastia Yuan (1271-1368 d.C), i Mongoli che governavano la pianura centrale non avevano problemi di mancanza di cavalli e quindi abolirono la politica del baratto di tè e cavalli attuata dalla precedente dinastia Song. Il tè iniziò ad essere dato in cambio di soldi o specialità della zona. Per rafforzare la propria autorità sulla regione del Tibet, gli Yuan introdussero un “Sistema di Amministrazione Locale” che  prevedeva il controllo sui tibetani attraverso l’ausilio di capi tribù locali.

Alla dinastia Yuan successe la dinastia Ming (1368-1644 d.C) la quale istituì il “Sistema di commercio del tè e dei cavalli” con il quale si intendeva comandare il Tibet attraverso il tè e quindi ripristinare il baratto tra tè e cavalli.

Nel 1371 il Governo Centrale della dinastia Ming istituì quattro agenzie per l’amministrazione del commercio di tè e cavalli tra le attuali Gansu e Sichuan che avevano l’importante ruolo di gestire i gruppi etnici nelle regioni del nord ovest.

Durante il periodo Hongwu (1368-1398 d.C) quando Zhu Yuanzhang, imperatore Taizu della dinastia Ming, era al trono, un cavallo di prima scelta poteva essere dato in cambio di massimo 60 kg di tè. Più avanti, nel decimo anno del periodo Xuande (1435 d.C) 1kg di tè poteva essere scambiato per 24 cavalli. A causa delle tensioni con i Mongoli nel nord, la fornitura di cavalli per l’esercito imperiale della dinastia Ming non poteva più arrivare dai confini del nord perciò l’impero iniziò a rifornirsi dalla pianura Qinghai – tibetana. Dato l’amore dei tibetani per il tè, il governo centrale dei Ming esercitò uno stretto controllo sulla produzione, trasporto e vendita del tè il quale poteva ora essere barattato solo per cavalli tibetani. A causa di diversi fattori, tra cui gli iniqui termini di commercio, un incontrollato contrabbando e le difficoltà di trasporto, il sistema ufficiale della Via del tè e dei cavalli declinò durante il regno dei Ming.

Il baratto dei cavalli per il tè continuò anche durante la dinastia Qing (1644-1911 d.C). Nel 41° anno del regno dell’imperatore Kangxi (1702 d.C), il governo centrale istituì una dogana del tè a Dajianlu (attuale Kangding, Sichuan). In seguito fu costruito il ponte Luding che, passando sopra il fiume Dadu aprì un accesso diretto a Dajianlu dove i mercanti si radunavano per portare il tè dal Sichuan al Tibet. Dajianlu diventò il centro nevralgico della Via del tè e dei cavalli. Nel 57° anno del regno dell’imperatore Kangxi (1718 d.C), per sedare la rivolta a Junggar, il governo dei Qing aprì la via Sichuan-Tibet che partiva da Dajianlu, attraversava Litang e Batang del Sichuan, Jiangka (attuale Mangkang) e Chaya del Tibet fino a Qamdo. Essendo questa via stata costruita principalmente per far passare le provviste dei militari tra il Sichuan e il Tibet, venne nominata “la Via ufficiale Sichuan-Tibet”. L’Antica Via del tè e dei cavalli da Dajianlu, attraverso Daofu, Ganzi e Dege del Sichuan e Jiangda del Tibet fino a Qamdo era nominata come “la Via Commerciale Sichuan-Tibet”. Entrambe le vie convergevano a Qamdo.

LA VIA AI TEMPI MODERNI

Sebbene il sistema del commercio del tè e dei cavalli terminò nel 13° anno dell’imperatore Yongzheng della dinastia Qing (1735), l’Antica Via del tè e dei Cavalli rimase trafficata e prosperosa durante gli ultimi anni della dinastia Qing e i primi anni del periodo della Repubblica di Cina (1912-1949 d.C) il quale fu testimone di un notevole incremento dei mercanti del tè.

Durante la guerra di resistenza contro l’invasione giapponese (seconda guerra sino-giapponese 1937-1945 d.C), quasi tutti gli accessi alla Cina furono bloccati dal nemico. In particolare, dopo la caduta di Burma, la grande strada Burma-Yunnan fu totalmente chiusa, lasciando l’Antica Via del tè e dei cavalli tra lo Yunnan e il Tibet l’unico accesso internazionale per la Cina.

Grandi quantità di aiuti internazionali e forniture domestiche venivano spedite verso lo Yunnan dell’ovest attraverso questa antica via. Al confine tra Burma e lo Yunnan, più di 160000 soldati dell’esercito cinese combatterono contro gli invasori giapponesi e in 40000 guerriglie locali.

L’Antica Via del tè e dei cavalli ha quindi giocato un ruolo cruciale nella resistenza cinese contro l’invasione giapponese.

IL PRIMO STRANIERO CHE ESPLORÒ L’ANTICA VIA DEL TÈ E DEI CAVALLI

Nel 1899, il 42enne francese Auguste Francois (1857-1935 d.C) fu nominato “Console Generale Onorario di Francia per la prefettura dello Yunnan” (attuale Kunming) e “Rappresentante della commissione francese della linea ferroviaria nello Yunnan”.

Armato di macchina fotografica esplorò l’intera Antica Via del tè e dei cavalli. In circa 5 anni completò il suo viaggio partendo da Kunming, arrivando a Chuxiong, Yuanmou, attraverso il fiume Jinsha fino a Liangshan nel Sichuan passando il ponte Luding fino a Kangding. Infine arrivò al confine tra il Sichuan e il Tibet. Numerose le fotografie scattate sulla vita dei tibetani e l’etnia Yi. Tenne inoltre numerosi diari che documentavano per la prima volta i segreti di questa antica via.

Scopri le rotte principali dell’Antica Via.

Scopri i mezzi con cui veniva trasportato il tè.

Scopri quale tè che veniva commerciato lungo l’Antica Via.

ph: sushaninateacup

Bibliogr. “茶马古道” di 刘勇 ed. 中国红

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